È ormai passata una settimana dall'annuncio del vincitore al GdrA. Ha vinto Lovecraftesque, davanti al super favorito Dungeons & Dragons e ad altri altrettando meritevoli finalisti (Cabal, B-Movie, il nostro The Sprawl).

Abbiamo ovviamente tifato, insieme a molti altri appassionati che ringraziamo per l'affetto, The Sprawl.

Non possiamo, però, non plaudere al vincitore, gioco eccellente per struttura, design e presentazione. Riesce a portarti dentro al mondo dei racconti di Lovecraft, a donarti quel senso di inquietudine e atmosfera, con un design elegante e mai fuori luogo, e arricchito da un ottimo saggio su stilemi e temi propri del Vate di Providence. E la veste presentata dagli amici di Narrattiva è veramente affascinante, innovatrice e coraggiosa a suo modo (la lucina per visualizzare gli strani disegni e le impronte dei tentacoli in mezzo al testo), e perfettamente fruibile.

Complimenti.

Un plauso sentito ci sentiamo di farlo anche al premio e alla sua Giuria, che sta portando avanti un percorso di crescita e di maturazione (sancito anche dal Presidente di Giuria Cupola durante la presentazione del vincitore, secondo il quale il premio è arrivato “alla sua adolescenza, con tutti i problemi che quest'età comporta”), percorso nel qualche questa scelta pone una prima grossa tappa.

Finora il premio, complici le scelte dei vincitori che andavano (non per forza per questo motivo) su prodotti mainstream molto seguiti, con una capacità di supporto dei relativi editori molto forte, poteva dare l'idea di essere un premio mainstream, commerciale.

Alcuni cambiamenti avvenuti nel corso degli anni (l'ampliamento della rosa di finalisti a cinque, l'organizzazione di grossi eventi di gioco organizzato) hanno pian piano fatto vedere che, al di là della semplice premiazione, le intenzioni erano (anche) altre: aiutare la diffusione dell'hobby nella sua varietà e diversità, e aiutare a far maturare anche la cultura di gioco e di comunità, aiutare ad allargare il mercato.

Tutto questo, cercando di essere guidato dal mercato, ma di fornire al mercato il proprio contributo, facendo le proprie scelte nell'autonomia e nell'indipendenza che una Giuria giustamente deve avere.

Speriamo di aver interpretato bene il percorso che si sta dando il premio, perché crediamo che il mercato, la cultura e la comunità del gioco abbiano bisogno di aria, di varietà, di diversità, tutte cose che il premio stesso in questi anni sta, in un modo o nell'altro, coraggiosamente valorizzando.

Neo: E adesso cosa ne faremo delle amate campagne di D&D che abbiamo in corso? Le dismettiamo? Le trasferiamo su Fate?
Morpheus: Giammai. Perché quelle campagne con quelle persone ci piace giocarle con D&D, con Fate ci giochiamo altre campagne con altre persone, e ci saranno serate (speriamo molte) in cui giocare invece Lovecraftesque.
Neo: Ma... e The Sprawl?
Morpheus: Quale pillola hai preso oggi?